CORAGGIO, IN SELEZIONE

 


Perché un candidato supera una selezione quasi regolarmente e un altro no? Alla conclusione di una selezione di personale si giunge, di solito, con 2/3 candidati che si equivalgono da molti aspetti. Cioè tutti hanno le qualifiche fondamentali che erano richieste. Sono tre ingegneri, non c'è il filosofo. Hanno tutti guidato decine di persone per anni: i pivelli sono stati tolti. E così via. Quello in cui i tre divergono è altro.
E' su questo “altro” che si concentra l'attenzione di chi sceglie. Sulla variabile cruciale. Quella che fa dire alla maggioranza dei decisori: questo sì, quello no.

La variabile negata o sottaciuta, che influenza la decisione senza essere bene esplicitata è il coraggio fisico del candidato. Vengono scelti, statisticamente più di frequente, soggetti portatori di coraggio fisico in dose elevata.

Fortunatamente per i non coraggiosi, questa caratteristica fa anche paura. I soggetti valutatori più deboli non vedono bene il coraggioso, il pratico, il concreto-operativo.
Così può accadere che il coraggio sia una virtù agli occhi dell'imprenditore coraggioso e sia invece un difetto ai timidi occhi del suo operoso aiutante di campo. Morale: se non scegli tu personalmente i collaboratori è necessario per te tirare fuori un numero. Da uno a dieci quanto è coraggioso quello/a cui ho delegato la scelta? Non dirmi che è difficile dare il numero: lo so. Però è necessario perché...
Se il tuo delegato alla selezione è coraggioso 5/10 cioè pochino, sappi che lavorerà contro l’ingaggio dei portatori di sicurezze 9/10, ma anche 8/10 e talvolta 7/10. A lui questi soggetti appariranno "arroganti" o "invadenti" o "non abbastanza abili psicologicamente".

Purtroppo un bravo venditore piuttosto insicuro temo che non ci sia. E neanche un bravo capo. Se vuoi un collaboratore di carattere, trattasi di solito di cattivo carattere.

 

Se vuoi capire quanto è coraggioso il tuo venditore o il tuo capo,

chiedici il test via mail ad aziende@bicego.it

 

Antonio Bicego
dottore in Psicologia