LINKEDIN E BASTA




Finalmente c'è un po’ di chiarezza sul tema dei Social (cioè Facebook, LinkedIn, Instagram, Telegram, Twitter ecc).
Facebook sta calando rapidamente e LinkedIn si è ormai affermato come il mezzo numero uno per trovar lavoro in Italia o nel mondo.


A me sembra una bella notizia. Facebook, che fingeva di farci divertire senza fini di lucro, si è rivelato per quello che è: un grandioso ambaradan impiantato apposta per sapere tutto di noi (dati) per poi vendere queste conoscenze al miglior offerente. È stato beccato a farlo e, un po’ alla volta, sta pagando le conseguenze.

E LinkedIn? Mentre non è ancora dimostrato che faccia altrettanto, mentre nessuno può dire se lo farà, oggi possiamo utilizzarlo per la più nobile delle finalità per cui un Social può esistere: trovare lavoro.
Per il resto Google, come Facebook come Linkedin come tutte, sono aziende che hanno lo scopo di far quattrini e la merce sono i tuoi dati. Hanno messo l'accento su quanto sono utili e sociali: in realtà sono aziende che vendono pubblicità.

Fino a ieri, e anche oggi, chi cerca un lavoro può leggere gli annunci di aziende che usano un portale, esempio Studio Bicego, e mettono un annuncio a pagamento: cerco un ingegnere. Oggi c'è dell'altro: tu metti su LinkedIn tutto quello che è rilevante di te come lavoratore ed è l’azienda stessa che ti cerca quando ha bisogno. Due possibilità invece di una.

Secondo me è un'ottima idea per tutti coloro che vogliono farsi trovare dal lavoro e sistemarsi bene su quella grandiosa vetrina che oggi è LinkedIn, pur continuando a controllare su altre bacheche se c'è qualcuno che cerca proprio la tua professione.

Alle aziende suggerisco (molte lo fanno già) di dare un'occhiata, per quello che loro necessita, alla più vasta vetrina del mondo.

Sto organizzando il convegno dal titolo L‘ERA DI LINKEDIN per definire i contorni di questa importante vicenda. Per le aziende che cercano lavoratori e per i candidati che cercano un'azienda.


Antonio Bicego
dottore in Psicologia