Un
portale indipendente dalle aziende, dove chi ci lavora
può dare i voti e mettere a confronto le imprese. È
Sopo.it, idea imprenditoriale di un gruppo di giovani nati dai “Principi attivi” della Regione Puglia. A maggio sono arrivati al terzo posto al Nonick 2010 di Bilbao come miglior start-up 2.0. E a luglio sono pronti alla prima edizione del Premio “Benessere nel lavoro”
Il primo giorno di un nuovo lavoro è sempre una scommessa. È solo allora che si comincia a capire veramente in che posto si è capitati. Per non abbandonarsi al senno di poi servirebbe qualche informazione in più: le classifiche delle migliori aziende in cui lavorare dovrebbero servire a questo, ma spesso, più che informare, le “toplist” si limitano a promuovere l’immagine delle imprese. Ma cosa succederebbe se fossero i dipendenti a votare l’azienda in cui lavorano? È l’idea alla base di Sopo.it (
www.sopo.it),
giovane start-up creata da tre ragazzi, tutti fra i 28 e 32 anni. Gli utenti del portale possono in maniera del tutto anonima dare un voto alla propria azienda secondo una serie di parametri (stipendio, opportunità di carriera, ma anche ambiente di lavoro ed etica) e aggiungere un commento. La media va a comporre la classifica delle migliori e peggiori imprese, a seconda del “worklife balance” che le caratterizza.
Aprire le porte delle aziende. “Nei colloqui di lavoro le aziende vogliono sapere tutto del candidato, compresi gli hobby – spiega Stefano Parisi, uno dei creatori di Sopo.it –. Però non sono disposte a dare informazioni su come funzionano le cose al loro interno. Più che farsi conoscere si limitano a farsi pubblicità, ma così il rapporto non è alla pari”. Ma se le imprese classificate come “migliori” brindano e si complimentano con i ragazzi di Sopo.it, altrettanto non si può dire di chi finisce nella lista dei cattivi. “La prima reazione di solito è un rifiuto – continua Stefano –: ci chiedono come facciamo a sapere che i voti sono veri. Noi abbiamo una serie di filtri che impediscono il voto multiplo, e cookie e indirizzo ip degli utenti vengono registrati”. Indipendenza e trasparenza dovrebbero quindi essere garantite, e anche se il sito è ancora in versione beta sono già più di 500 le aziende recensite e quasi 50 mila le visite totali. “Vorremmo che ci fosse un cambiamento nella cultura delle imprese: l
a trasparenza conviene anche a loro, per capire cosa funziona e cosa no al loro interno”.
Lo slancio dello start-up. I fondatori puntano proprio su questo anche per garantire lo sviluppo e il sostegno economico del portale. Sopo.it è nato infatti grazie a un finanziamento di 25 mila euro a fondo perduto della Regione Puglia, nell’ambito del bando “Principi attivi”. Ecco insomma uno dei frutti della politica dei “bollenti spiriti” varata da Nichi Vendola. “L’idea ce l’avevamo già – spiega Stefano – ma il bando ci ha fatto capire che si poteva davvero realizzare: poi la Regione ci ha seguiti per tutto il tempo, e hanno voluto vedere il risultato finale del finanziamento”. Per avviare la start-up i tre ragazzi hanno unito le forze, attingendo ai rispettivi lavori: Stefano è consulente per una multinazionale, sua sorella Chiara si occupa di risorse umane, mentre Amalia lavora nella comunicazione. Tre casi di “cervelli non in fuga”, quindi, che anzi all’estero ci vanno per farsi conoscere: nel maggio scorso a Bilbao si sono aggiudicati il terzo posto nel premio per le migliori start-up 2.0, assegnato durante il Nonick 2010, convegno tutto dedicato ai social network.
Orizzonti internazionali. Proprio quella di
espandersi all’estero è una delle ambizioni del portale. Il sito è già consultabile anche in lingua inglese, ma “ci piacerebbe far recensire anche le aziende di altri paesi – spiega Stefano –, ma prima dobbiamo creare un database”. Nel frattempo i tre puntano a farsi conoscere e a coinvolgere le aziende, attraverso Facebook e Twitter ma non solo. Il 1 luglio a Rimini c’è già in programma la prima edizione del Premio Change Management e Benessere nel Lavoro, in cui Sopo.it è partner della società di consulenza Ioè e diAssochange. Il premio sarà presieduto da Pier Luigi Celli, direttore generale dell’Università Guido Carli di Roma-Luiss. “Anche in questo caso – sottolinea Stefano – le candidature sono arrivate ‘dal basso’, dalla base degli organigrammi aziendali e dagli stessi dipendenti”. Fra gli obiettivi futuri, infine, c’è anche
l’idea di rendere il portale sempre più simile a un social network, con la possibilità di interagire per gli utenti. “Dobbiamo studiare come fare – conclude Stefano –, perché quando si parla di lavoro la privacy diventa fondamentale”.