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"Noi, salvati dal licenziamento grazie ad un corso di inglese" (02/09/2010)
Fuori dalla crisi grazie all'innovazione: imprenditori che non licenziano, dipendenti e proprietari che  imparano le lingue per trovare nuove strade. Si chiamano "Piattaforme per l'innovazione"

C'è un mondo fatto di piccole e medie imprese che non ha deciso di rassegnarsi alla crisi. Di non stare a guardare. In greco antico il sostantivo significa sia sbandamento che opportunità. Alcune realtà del Parmense hanno scelto la seconda strada, cogliendo risultati che possono concedere spazio alla speranza e indicare una via per tornare a crescere e competere.

Alla Tirelli, azienda specializzata in componenti di meccanica la crisi si è fatta sentire. Ma la riduzione delle commesse è stata affrontata come un'opportunità per allargare il proprio mercato all'estero: "Invece della cassa integrazione abbiamo fatto studiare ai nostri dipendenti l'inglese, sfruttando il fatto che avevano più tempo, vista la riduzione del lavoro, e così siamo in Iran, dove vendiamo viti per ascensori, e ci stiamo affacciando sui mercati di Germania e Spagna" spiega Leonardo Tirelli. Una scelta che si è rivelata vincente al punto che il personale dai 25 iniziali è aumentato di 5 unità. Tutto nel pieno della crisi: "La qualità ci ha reso fornitori privilegiati, all'estero hanno difficoltà a produrre qualità nella quantità".

E' una delle imprese che ha partecipato al progetto "Piattaforme per l'innovazione", promosso dalla Provincia di Parma che ha coinvolto 11 aziende del territorio, che si sono confrontate a palazzo Giordani in un incontro che ha illustrato l'esito del bando. Non hanno prodotto invenzioni straordinarie, scoperto nuovi prodotti. La loro innovazione si è concetrata su migliorare l'organizzazione interna della propria attività, sviluppare politiche di marketing capaci di guardare al mercato straniero, puntare su sistemi gestionali in grado di dare risultati precisi e dettagliati sulla stato degli ordini. Il minimo comune denominatore è la qualità: che si parli dei prosciutti della Umberto Boschi, delle viti per ascensori della Tirelli o della meccaninca di precisione della Rubinietteria parmenese, per citare alcune delle realtà imprenditoriali coinvolte nel progetto.

Anche alla Rubinetteria parmense la crisi è stata sfruttata per riorganizzarsi. Un processo, ha spiegato il titolare Alessandro Santini, in cui tutti sono stati coinvolti, dai tecnici ai magazzinieri."Abbiamo condiviso concetti quali produzione e efficenza con tutti, cercando di vivere la crisi non come una situazione tragica ma in termini di nuovi obiettivi da condividere". Anche la sua azienda, specializzata in meccanica di precisione, ha deciso di guardare all'estero, così come migliorare gli aspetti gestionali, specializzando e convertendo diverse figure del personale per gestire la produzione.

I percorsi di innovazione delle aziende sono stati resi possibili grazie alla collaborazione con i consulenti di Cisita, la società a cui è stata affidata, dopo una procedura di gara, la gestione del bando, supportata da un comitato di pilotaggio che ha convolto oltre la Provincia tutte le realte economiche e sindacali del territorio. Risultati che aprono nuovi scenari sul fronte della crisi. Franco Mosconi professore dell'università di Parma ha fatto presente come sia necessario superare alcuni strumenti di lettura, come la contrapposizione grande-piccola impresa, cogliendo invece il ruolo sempre più centrale che sta assumendo l'imprenditoria di medie dimensioni, con tutta la sua catena verticale di produzione. In questo senso, secondo il docente, andrebbe rivista anche la contrapposizione manifattura contro servizi "perché le imprese, usando un'espressione giornalistica, si stanno terzializzando".

Alle aziende però occorrono tecnici specializzati e qualificati, un'offerta che in Italia è carente: "Un'autentica riforma strutturale in Italia, meno glamour di tante altre, sarebbe quella della formazione tecnica" ha detto, così da soddisfare la domanda del mondo del lavoro. Mosconi guarda con una ragionevole speranza al futuro: "Fare impresa in Emilia non è come farla altrove. La regione è seconda a livello nazionale per spesa in ricerca e prima per numero di brevetti". Dalle terre di Don Camillo e Peppone insomma sembra arrivare qualche piccola ricetta su come affrontare il futuro: buona volontà, coraggio, coesione. Virtù care ai personaggi di Guareschi.

Tratto da www.repubblica.it, articolo di Raffaele Castagno




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