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E tutto tra l'alba e il tramonto di uno stesso sole. ... talvolta nella vita le cose cambiano nel tempo di un sospiro, ancor prima che riusciamo ad abituarcene.
Paulo Coelho, da "L'Alchimista"
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Psicologia del ritardatario cronico (01/02/2010)
Arrivi sempre in ritardo oppure sei famoso per la tua puntualità svizzera? Forse ti sorprenderà sapere che il nostro rapporto con il tempo rivela delle caratteristiche importanti della nostra personalità.

Per esempio, le persone che arrivano sempre in anticipo sono in genere, tipi precisi, ordinati e organizzati.
Ma la compulsione  ad arrivare in anticipo, oltre che una buona abitudine, può essere anche segno d'ansia e di bisogno di tenere tutto sotto controllo.
Che dire invece dei ritardatari cronici, quelli che fanno impazzire amici, fidanzati/e, colleghi con ritardi da guiness dei primati?

Secondo gli psicologi, la tendenza ad arrivare in ritardo non dipenderebbe solo dalla disorganizzazione, ma anche da alcune motivazioni psicologiche inconsce.

Alcune motivazioni psicologiche del ritardo costante.
Il ritardo costante è spesso un atto inconscio di ribellione.
Chi arriva sempre in ritardo è spesso insofferente a obblighi, regole della società che percepisce come decise dagli altri e non in sintonia con il proprio ritmo interiore.
 Il ritardatario cronico sente  la puntualità, cioè l'essere in un certo posto ad una certa ora, come un obbligo e una limitazione alla sua libertà. In alcuni casi il ritardatario cronico ha avuto dei genitori che lo controllavano parecchio, e, una volta cresciuto, per reazione, non vuole avere vincoli.
Altre volte il ritardo è una forma di ribellione inconscia ad uno stile di vita che si avverte come poco stimolante e pieno di doveri. Per esempio, il ritardatario arriva in ritardo mostruoso a quella importante riunione di lavoro, quando in realtà vorrebbe non andarci affatto.
In casi come questi, il ritardo ha il significato psicologico di prendersi del tempo per se stessi. Chi è spesso in ritardo ha magari una giornata piena di impegni a cui non può mancare e ha la sensazione inconscia di non essere padrone della sua vita e del suo tempo.
Il ritardo è allora un forma inconscia di protesta, un tentativo di riprendersi, almeno parzialmente, quel tempo che gli impegni della giornata gli sottraggono.
Un'altra possibile motivazione inconscia del ritardo costante è il desiderio di attirare l'attenzione degli altri: chi arriva in ritardo ad un'occasione importante ha spesso gli occhi di tutti puntati su di se. A livello inconscio, il ritardo può essere un modo di mettere alla prova l'amore di amici e conoscenti. E' un po' come se noi ci dicessimo: "Vediamo un po' se ci tengono a me, se mi aspettano, allora sono importante per loro". 
Ovviamente ci possono essere altre ragioni psicologiche per il ritardo cronico, legate magari alla storia personale di ciascuno: per questa ragione è importante, che chi non riesce mai ad essere puntuale faccia un po' di introspezione psicologica.

Ritardo e procrastinazione.
Chi ha problemi ad essere puntuale, spesso ha anche un problema di procrastinazione.  
In molti casi, l'abitudine ad arrivare in ritardo rinforza la procrastinazione. Supponiamo che vi siate appena iscritti ad un corso di inglese non abbiate molta voglia di andarci perché siete stanchi e siate, come al solito, in ritardo: il disagio legato all'arrivare in ritardo diventa la scusa per lasciar perdere prima la lezione, e poi, dopo aver saltato alcune lezioni per i motivi più disparati, tutto il corso.

Come diventare puntuali.
Si può disintossicarsi dall'abitudine di arrivare costantemente in ritardo? Si può, ma occorre un buona motivazione. Ecco alcuni suggerimenti pratici che ti possono aiutare a diventare più puntuale.
Scrivi tutti gli inconvenienti che la cattiva abitudine di arrivare in ritardo ti ha causato e ti causa (amici furibondi, litigate con fidanzati/e, appuntamenti saltati, esami universitari a cui non ti sei presentato, problemi sul lavoro). Anche se alla fine riesci a cavartela, il ritardo è una mancanza di rispetto verso gli altri. Prova a pensarci: tutte le volte che tu fai aspettare qualcuno, gli comunichi il messaggio che non hai molta considerazione di lui.
Per una settimana cronometra quando tempo ci metti per svolgere le tue attività : prepararti al mattino, andare al lavoro o all'università. Questo ti darà più o meno un'idea realistica di quanto tempo, veramente, ci metti per fare le cose. In genere i ritardatari tendono a sottostimare il tempo che impiegano per svolgere le loro attività. Calcola i tempi con calma, lasciandoti del tempo in più per eventuali imprevisti. Supponiamo, per esempio, che tu ci metta 30 minuti per prepararti al mattino prima di uscire di casa,  per evitare ritardi, calcola invece 45 minuti.
Se arrivi spesso in ritardo al lavoro, prendi l'abitudine di andare a letto presto alla sera (almeno qualche sera alla settimana), la mattina  riuscirai  a svegliarti prima. Inoltre può essere utile preparare i vestiti che indosserai il giorno dopo, la sera prima di andare a dormire.
Impara ad usare un'agenda e considera attentamente i tuoi impegni. Molti ritardatari cronici hanno un'agenda che straripa di impegni e di cose da fare e anche se corrono da una parte all'altra, non riescono mai ad essere  puntuali. Se questo è il tuo caso, cerca di eliminare qualche impegno.
La prossima volta che arrivi in ritardo, non inventare la solita scusa penosa (tanto ormai nessuno ti crede più), invece ammetti di avere un problema di gestione del tempo e scusati sinceramente.


Tratto da http://www.ilmiopsicologo.it, articolo di Dottoressa Anna Zanon


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