Tra ricordi e conoscenze, la memoria umana può contenere fino ad un
quadrilione d'informazioni, pari a circa 50mila volte le opere complete di Shakespeare. E pensare che
non viene del tutto sfruttata: gli esperti ricordano che l'
essere umano utilizza solo il 30 per cento delle potenzialità del proprio cervello e, dunque, della memoria.
Ma niente paura: la
memoria può e deve essere stimolata anche seguendo l'esempio degli antichi greci che
traducevano i concetti in immagini e memorizzavano attraverso associazioni, comunque educandola a ricordare il più possibile e
mantenendola in allenamento per tutta la vita.
Dimenticanze quotidianeInutile disperarsi per aver dimenticato un appuntamento o una ricorrenza, le chiavi di casa o la macchina chissà dove. Le piccole dimenticanze quotidiane, che Sigmund Freud affiancava ai lapsus nella categoria degli "atti mancati" attribuendone la "responsabilità" all'inconscio, dipendono da un calo d'attenzione riconducibile a situazioni di stress.
In condizioni di normalità, quando cioè le capacità mnemoniche del soggetto non sono minacciate da patologie di tipo neurologico od organico;
in memoria si può progredire. "
Le potenzialità mnemoniche dipendono in parte dalla natura fisiologica dell'individuo, in parte dall'allenamento - dice Luca Rollè, psicologo -. La memoria va esercitata praticando una
costante attività intellettuale e cognitiva che significa coltivare interessi, impegnarsi nella lettura o nella scrittura... Ed è bene
cominciare fin da giovani". Una buona palestra per allenare la memoria può essere lo
studio, spesso vissuto dallo studente come una costrizione. Ma attenzione: un atteggiamento negativo verso la materia da studiare rende sicuramente più difficile l'apprendimento. "Lo studio senza desiderio guasta la memoria e non ritien cosa che la pigli", sosteneva Leopardo da Vinci. Ed aveva proprio ragione. "Apprende più rapidamente e meglio lo studente che nutre interesse per ciò che studia", continua Rollè. A maggior ragione, se a doversela vedere con le materie scolastiche è un bambino, il cui grado d'impegno e di concentrazione dipenderà dalla quantità e dal tipo di stimoli che riceve. Imparare deve essere per lui un divertimento, non una costrizione.
Giorno prima degli esamiMotivazione, metodo, costanza. Ecco un breve promemoria per lo studente. E... in bocca al lupo.
- Dare una prima lettura localizzando i concetti base e i punti essenziali appuntandosi le parole chiave e poi passare allo studio effettivo.
- Capire quello che si legge e creare legami e collegamenti con le conoscenze già acquisite in altre materie.
- Provare interesse per la materia. In caso contrario far appello alla massima motivazione.
- Repetita iuvant, dicevano i latini. Essendo la capacità della memoria a breve termine limitata, se un'informazione non è ripetuta con sufficiente frequenza, scompare.
- Ripetere a voce alta o ad un interlocutore.
- Fare brevi pause tra una fase d'apprendimento e l'altra.
- Aiutarsi con riassunti, appunti, schemi, associazioni logiche.
- Sottolineare con matite colorate o evidenziatori i passaggi più importanti differenziando i colori secondo l'importanza degli argomenti.
- Suddividere in piccoli passi i contenuti complessi.
- Affrontate prima le materie più difficili poi quelle più facili.
- Automonitorare quanto si è studiato, verificando di tanto in tanto i risultati ottenuti.
- Tener presenti tempi e scadenze.
- Avere costanza ed evitare distrazioni.
- È preferibile studiare il mattino e la sera ripassare velocemente i concetti appresi nella giornata.
- Non trascurare il riposo. La ricerca ha dimostrato che il riposo notturno favorisce il consolidamento dei ricordi.
- Studiare in un ambiente ben areato, non, troppo caldo né troppo freddo, tranquillo, silenzioso e ordinato aumenta la concentrazione.
Dieta d'esameAlimentazione equilibrata con precedenza ai cibi che contengono ferro: carni rosse, legumi, frutta secca, cacao e uova. Utili anche il pesce, il latte e i formaggi, i carboidrati e la soia, le verdure a foglia verde, lo yogurt, i cereali, l'olio d'oliva. Tanti mirtilli fragole e kiwi. Limitare grassi, conservanti e alcool, non esagerare con caffè e tè.
Le cose che si ricordanoLa memoria è
influenzata anche da fattori emotivi che possono incidere sia positivamente sia negativamente sulla capacità di ricordare. "Ho ritrovato i ricordi", dice Marcel Proust ne "Alla ricerca del tempo perduto" mentre inzuppa un biscotto nel tè che gli ricorda la zia Léonie e la sua infanzia. È quindi sufficiente un sapore, un profumo, una melodia per evocare ricordi lontani. Al contrario, "i ricordi spiacevoli vengono generalmente rimossi, grazie ad un meccanismo di "amnesia" che scatta automaticamente come una difesa personale - conclude Rollè -. L'evento traumatico può essere rimosso per intero o per la parte che maggiormente fa soffrire il soggetto". È la stessa psicanalisi ad ammettere che
a volte è bene ricordare un evento traumatico quel tanto che è necessario per superare il problema, relegandolo poi in un ambito remoto del subconscio che non equivale all'oblio totale ma permette alla coscienza una maggiore sopportazione.
Nozioni- Memoria sensoriale: trattiene e analizza per pochi attimi gli stimoli che provengono dagli organi di senso;
- Memoria a breve termine: è quella operativa dove i ricordi restano accessibili per qualche secondo (es. si ricorda un numero di telefono per il tempo necessario a comporlo);
- Memoria a lungo termine: conserva i ricordi per un periodo che va da pochi minuti ad ore, anni, e in certi casi, tutta la vita. La maggior parte dei ricordi contenuti nella memoria operativa svanisce: quel che resta entra a far parte della memoria a lungo termine. Con il trascorrere del tempo parte delle informazioni si estingue, parte si consolida e diviene memoria permanente. Il principale centro di controllo della memoria e dell'apprendimento è la zona del cervello chiamata ippocampo che favorisce il passaggio delle informazioni dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine.
Le memorieÈ forse il più grande mnemonista vivente. Si chiama Gianni Golfera, 24 anni, emiliano baciato dalla memoria. Con un padre e un nonno dalle prodigiose "gesta" mnemoniche, Gianni, grazie all'esercizio continuo della mente fin dalla tenera età, conosce alla lettera 261 testi filosofici, gli stessi che, secondo lui, aveva imparato Giordano Bruno che, pur non essendo superdotato, aveva appreso l'arte della memoria, cui dedicò persino un trattato. Roba da far tremare Pico Della Mirandola, famoso per la sua brillante memoria o in tempi recenti il giornalista russo Shereshevski capace di ricordare interi brani della Divina, Commedia (senza capire la lingua italiana) a distanza di 15 anni. Di quest'ultimo, dopo averlo visitato, Alexander Luria, celebre disse: "La sua memoria non ha limiti riconoscibili". E intanto si apre
la caccia alla molecola della memoria a cominciare dall'esame del dna di Golfera.
Giocare per la memoriaRisolvere le parole crociate e i puzzle giocare a monopoli, a scacchi a dama e a carte, ma anche, leggere, scrivere, suonare, cucire, disegnare e collezionare sono attività che, se svolte regolarmente, allungano la memoria. E non solo. Un recente studio americano rivela che l'esercizio costante del cervello, anche attraverso attività ludiche e divertenti, aiuta a prevenire o ritardare il morbo d'Alzheimer, malattia caratterizzata da progressiva perdita di memoria. "
O esercitiamo il nostro cervello o rischiamo di perderlo", ha detto Robert Friedland all'ultimo congresso dell'American Academy of Neurology. Secondo il professore, risolvendo ad esempio le parole crociate, si attivano nuove connessioni tra i neuroni cerebrali e i neuroni stessi crescono. Questa
aumentata rete di collegamenti tra le cellule cerebrali avrebbe un effetto protettivo contro l'insorgere della malattia.